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Trekking in Himalaya: dalla conquista alla conoscenza |
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Ho partecipato – con partenza 1 luglio 2004 – al trekking “dalla
conquista alla conoscenza”.
Non so se sia il momento più adatto per scrivere (sono passati solo 15
gg. dal rientro).
Ho ancora vive le emozioni, le sensazioni, le immagini, la gioia di
quello che ho vissuto nel trekking sul Baltoro, e proprio perché le
emozioni sono ancora così forti, quasi sopraffanno i miei pensieri e
magari rischio di sembrare troppo emotivamente coinvolta e, quindi,
poco credibile.
Invece vorrei far capire che quello che ho provato, che provo e che mi
resterà dentro è qualcosa di incancellabile.
E’ stata un’esperienza unica, che mi ha aperto una nuova strada, un
nuovo modo di avvicinarmi ad una montagna che ho sempre sentito,
altrimenti, irraggiungibile.
Riconosco di essere stata fortunata: un gruppo che sembrava ci
conoscessimo da sempre, delle guide splendide (ma le guide alpine hanno
la montagna nel cuore come noi!!), il tempo che è stato clemente, ma
c’era da parte nostra l’entusiasmo e lo spirito che ci ha permesso di
vedere sempre il lato positivo delle situazioni: così pioveva nel
momento più adatto, il vento arrivava per liberare le cime, le nuvole a
dare un’aria di mistero e di fascino alle grandi montagne (il Nanga
Parbat).
E’ stata una grande iniziativa quella del CAI
e di Trekking Internationalche ha permesso
a tante persone come me di poter godere dell’Himalaya.
Senza il sostegno di una simile organizzazione non avrei magari mai
osato fare un simile trekking.
Invece mi sono allenata (come è difficile per un sardo inventarsi
l’abitudine alla quota!!)e, con la sicurezza del sostegno medico al
Concordia, ho potuto osare e partecipare e …arrivare al campo base K2.
Forse la fortuna aiuta gli audaci, forse l’ottimismo porta ottimismo,
ma il mio gruppo ha avuto l’emozione di incontrare e stringere la mano
al grande Lino Lacedelli.
Inoltre al campo base ci ha accoslto la cordialità di
Kurt Diemberger e, merito o colpa del brutto tempo, tutti i
nostri grandi alpinisti con Agostino da Polenza
(che ci ha graziati con un vassoio di pasta alla carbonara) per la
gioia dei nostri entusiasmi e dei nostri rullini.
E come premio finale Sua Maestà il K2 si è rivelato a noi con la sua
corona di nuvole.
Io credo che tutto ciò basti a cancellare, se ce ne fossero stati, i
disagi del trekking.
Ma onestamente devo riconoscere che l’organizzazione è stata ottima: i
campi, le guide locali, i sentieri, l’assistenza nei passaggi
“esposti”, per me tutto all’altezza delle aspettative.
Quindi un grazie al CAI, a
Beppe Tenti e a tutti quelli che hanno contribuito alla buona
riuscita del trekking.
E voglio aggiungere che, consapevoli di aver vissuto una esperienza
straordinaria, noi componenti del gruppo 1 luglio ci stiamo scambiando
impressioni e ricordi via e-mail: e non è anche questa “La
montagna che unisce???."
Rosa
12 agosto 2004